Riprendere dopo gli infortuni da sport.
La pratica dell’ attività sportiva, oltre a portare con sé numerosi benefici sia sul piano fisico che su quello psicologico, può anche portare qualche danno come nel caso dell’ infortunio.
Gli infortuni più frequenti possono essere classificati in due tipi: quelli muscolari, quindi contratture, stiramenti, strappi, tendiniti e borsiti, cioè l’ infiammazione dei tendini o di borse; e quelli osteo- articolari, come distorsioni o fratture. A seconda della categoria e della gravità dell’ infortunio, dopo valutazione e prescrizione del medico o di uno specialista ortopedico o fisiatra, possono essere eseguiti vari esami diagnostici. Per gli infortuni muscolari si tende ad eseguire ecografie o risonanze magnetiche, che valutano meglio i tessuti molli; per gli infortuni traumatici spesso viene eseguita una radiografia della zona interessata, per escludere eventuali fratture ossee.
Il percorso di cura
Una volta accertata la diagnosi, e quindi la presenza o meno di un danno dei tessuti, siano essi muscolari ( come nel caso dello strappo) oppure ossei ( come per le fratture), si intraprende un percorso di riabilitazione. La cura può variare a seconda del danno venutosi a creare: dal riposo all’uso di un tutore, sempre sotto consiglio del Medico che ha visitato il paziente; dal trattamento farmacologico, che può essere coadiuvato da terapia fisiche come la tecarterapia che, sfruttando la radiofrequenza, stimola una più veloce riparazione dei tessuti, fino all’ intervento chirurgico.
Dopo la valutazione del miglior percorso ci sarà poi la fase della riabilitazione, che permetterà di riportare ad una condizione di normalità le strutture interessate dal trauma, anche indirettamente, riabituandole a sostenere uno sforzo sempre più grande.
Lo strappo muscolare
In questo caso dobbiamo immaginare il muscolo come a un tessuto elastico simile a quello di una maglietta e lo strappo come a un buco che si forma. Se continuiamo a tirare e restringere il tessuto, di volta in volta lo sviluppo diventerà sempre più grande, fino a dividere la maglietta in due parti. Durante il processo di cura, questo strappo inizia a ricucirsi. Pensando sempre al muscolo come una maglietta, dobbiamo immaginare la cura come una ricamatrice, che ripara il foro con una matassa di filo molto spessa, rigida e disorganizzata: la cicatrice, ossia il tessuto connettivale. In questa fase, il fisioterapista lavora insieme al paziente nel cercare di organizzare questa matassa disordinata, dando un senso e una direzione alla cucitura. Questo serve per far si che la differenza di elasticità delle due zone ( cicatrice e tessuto muscolare), non impedisca la forza del muscolo e non diventi un punto debole dell’ intera struttura, aumentando la possibilità di un nuovo infortunio.
I tempi della guarigione
Il processo di cura e riabilitazione, essendo personalizzato per ogn singolo paziente, non ha tempi predefiniti. In generale, sono importanti vari elementi quali la velocità di reazione del corpo, l’ età, la gravità della lesione, la presenza o meno di ulteriori problemi che sorgono successivamente, a causa del danno iniziale. Il primo indicatore che ci permette di capire se sia il momento o meno di tornare allo sport in sicurezza è il dolore percepito, che dovrà essere quasi inesistente. I rari casi in cui si può iniziare nuovamente lo sport, nonostante il dolore, vengono valutati direttamente e personalmente dal medico specialista, e spesso sono limitati soltanto ad atleti professionisti. Un altro elemento che può far propendere alla ripresa dell’ attività fisica è la risoluzione del trauma o dell’ infortunio, che viene valutato con le immagini diagnostiche già citate oppure con semplici test eseguiti durante la seduta riabilitativa.
Valutare le cause
Durante il percorso di riabilitazione il fisioterapista valuta anche se l’ infortunio sia stato causato da un gesto male eseguito o da una posizione non corretta durante lo sport o l’attività. Di conseguenza lo specialista studierà nuovi movimenti ed esercizi per correggere o addirittura reimpostare l’ azione che ha portato alla lesione e quindi allo stop dall’attività fisica. Questo momento è importante per ridurre al minimo il rischio di una ricaduta e la possibilità di infortuni alle zone vicine o collegate al primo trauma. In questa fase si inizia a reintrodurre lo sport, ma gradualmente con esercizi di difficoltà e carico di lavoro sempre più importanti.
Il ritorno allo sport
Riassumiamo il percorso di ripresa dell’ attività sportiva in 3 momenti:
- valutazione e diagnosi dell’ infortunio, a cura del medico di medicina generale, ortopedico o fisiatra, con esami di approfondimento ed eventuali visite specialistiche;
- cura e riabilitazione, in cui cooperano medico specialista e fisioterapista per aiutare il paziente a recuperare al meglio e nel minor tempo possibile, tramite terapie farmacologiche, fisiche o riposo;
- ritorno allo sport: se praticato a livello amatoriale, questa fase può essere quasi gestita dal paziente in autonomia, soprattutto se l’ attività fisica è praticata da molto tempo; se eseguita a livelli più alti, con competizioni professionali, ci si deve affidare a specialisti.
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